un impiegato in favela

Un arrivederci, un invito

In Finestra sulla Sierra Leone Il ritorno on 23 maggio 2017 at 13:26

Di Un impiegato in favela

Ciao, avrei voluto scriverti prima, avrei voluto scriverti meglio, ma non c’è mai tempo. Per invitarti alla festa di arrivederci di stasera, avrei voluto raccontarti di una serie di piccole esperienze vissute insieme al piccolo africano, esperienze che dimostrano che viviamo molto di più di quello che pensiamo (chi era, John Lennon, che diceva qualcosa del genere?). Avrei voluto parlarti di quando o tutto o niente, e raccontartelo con una colonna sonora ideale; avrei voluto raccontarti di un respiro di umanità, del canto di masha e orso, della richiesta del papà Sulaiman dei semi per poter piantare in Sierra Leone la cipolla rossa e i pomodori grandi (mancavano anche a me quando mi trovavo laggiù: devono esserci gusti universali), volevo raccontarti del codice a barre del supermercato e di come abbiamo fatto la fila alle casse, dell’amicizia con la bimba russa e col bambino ucraino e di come solo tu sei riuscito a comunicare con loro, proprio tu che non puoi parlare e che non potrai parlare, anche se ci abbiamo messo tutto quello che avevamo per ridarti la parola. Avrei voluto raccontarti tutto, ma non c’è tempo, be’, te le racconterò più avanti queste cose. Adesso la faccio finita e ti invito semplicemente all’apertivo di stasera, per salutare Lookman e Sulaiman, che partono venerdì dopo quasi 11 mesi di Italia.

Arrivederci Lookman!

martedì 23 maggio, dalle 19

Tatanka Club, via Olivari 3 – Milan (MM Udine)

aperitivo arrivederci lookman

Chi è Lookman?

Chi è che sta in favela?

Finestra su cosa?

Il sogno di un aereo

In Finestra sulla Sierra Leone Il ritorno on 7 maggio 2017 at 15:29

Di Un impiegato in favela

sogno di un volo, la storia di lookman

C’era una volta un bimbo di sorprendente vitalità che, trotterellando per le strade sterrate e tra la folta vegetazione di un paese tropicale, si imbatté nella bottiglia sbagliata. La bottiglia conteneva un acido che si usa per fabbricare il sapone, ma era un acido. Un bruciore terribile, un dolore mai sentito prima. Il bimbo aveva cinque anni e viveva in una comunità che si trovava da qualche parte in un villaggio in mezzo alla foresta, in Sierra Leone. C’erano altri bambini, nel suo villaggio e in quelli attorno, in quest’area del mondo, che erano stati colpiti dal suo stesso flagello: dopo l’accidentale ingestione di soda caustica dovevano vivere con la bocca serrata, con compromesse capacità di comunicazione e nella necessità di alimentarsi con un tubicino allacciato allo stomaco, non potendo deglutire.

Lookman, come altri bambini con il suo stesso problema,

Quindici centimentri dopo

In Finestra sulla Sierra Leone Il ritorno on 22 aprile 2017 at 13:01

Di Un impiegato in favela

Ti scrivo da Amman, in Giordania, mi premeva di girarti un messaggio di Monica di Mammadù Italia Onlus, giunto dopo dieci mesi di lotta (e giochi e sorrisi) in Italia,  quasi quattro anni di lotta in Sierra Leone. Ci sentiremo ancora e meglio tra pochi giorni.

lookman aprile 2017

“Cari amici,