un impiegato in favela

L’uomo che guarda / Il seguito della storia

In Finestra sulla Sierra Leone Il ritorno on 24 giugno 2016 at 08:49

Da Finestra sulla Sierra Leone Il ritorno, di Un impiegato in favela

Stamattina mi ritrovo con la notizia che… ma procediamo con ordine. Te la ricordi la storia di Lookman, l’uomo che guarda? Se non te la ricordi, eccola qua sotto, riscritta, perché di tempo da allora ne è passato, e integrata con l’aggiornamento di questa mattina. Quello che non cambia è che anche oggi come allora, questa è una storia vera!

Lookman

L’uomo che guarda

Sierra Leone, Paese di pesca, palme, caju, manghi, mangrovie, aquile, championmango fly, falchi e avvoltoi. Il popolo sierraleonese prega, prega un solo dio: i cristiani condividono la moschea nella preghiera del venerdì, i musulmani partecipano alla messa della domenica; insieme in un solo ballo, in un solo canto. Un bimbo corre felice con un pesce più grande di lui tra le braccia, attraversa la strada asfaltata, si lancia lungo una scoscesa strada sterrata; nella penombra delle palme, dei banani e dei manghi, imbocca un groviglio di sentieri infangati, continua la corsa, attraversa il villaggio, si catapulta dentro a una casa dal tetto di zinco senza porte e senza finestre, appoggia il pesce sul tavolo di legno. Vede una bottiglia. Ha sete, l’afferra e ingolla una sorsata.

USA bene le tue emozioni

In Finestra sulla Sierra Leone Il ritorno on 9 novembre 2016 at 15:40

Da Finestra sulla Sierra Leone Il ritorno, di Un impiegato in favela

Converti le tue frustrazioni per le elezioni USA sostenendo le cure per Lookman! I want you!

Lookman bimbo sierraleonese a Milano

Ecco la storia di Lookman e come aiutarlo ->

“Una carestia come non si è mai vista”

In Finestra sulla Nigeria (del nord) on 26 ottobre 2016 at 15:51

Da Finestra sulla Nigeria (del nord), di Un impiegato in favela

È di recente pubblicazione la notizia della liberazione di alcune delle bambine di Chibok, quelle rapite due anni fa dalle truppe di Boko Haram, per intenderci, quelle della campagna #BringBackOurGirls. Tutti coloro che hanno seguito la vicenda sono più o meno consapevoli del fatto che ancora un centinaio delle ragazze di Chibok si trova sotto il controllo forzato del gruppo armato sedicente islamico. Però in pochi sono consapevoli del contesto di morte e distruzione che affligge la regione del lago Ciad (Nigeria, Camerun, Niger, Ciad). Ho tradotto un recente articolo del Washington Post che descrive sinteticamente la situazione. Ho aggiunto alcune note personali sul testo. In coda all’articolo una galleria fotografica che viene dalla mia esperienza sul campo e che credo dia l’idea delle dimensioni della crisi.

finestra sulla nigeria del nordest - oltre il deserto

Un campo sfollati nello stato di Yobe, Nigeria

“Una carestia come non si è mai vista”