un impiegato in favela

Artur di Rocinha e il calendario

In Finestra sulla favela Rocinha on 11 novembre 2012 at 19:20

Una bimba e un calendario – foto di http://www.behance.net

C’era una volta un ragazzo di quindici anni, Artur, che aveva vissuto tutta la sua vita tra un vicolo, un angolo, una strada e una piazzetta; in uno di quei luoghi dove molti nascevano e vivevano tutta la vita. Erano luoghi di emarginazione, ghetti del mondo contemporaneo, e se un ragazzo provava ad uscirne per fare un giro in centro, per cercare lavoro, per una nuova esperienza o per  un futuro alternativo, veniva riconosciuto come abitante di favela e veniva respinto. I suoi panni, che venivano stesi in un vicolo stretto e umido, sopra a un rivolo di fogna a cielo aperto, non avevano lo stesso odore degli abiti di chi li lavava e li asciugava in una lavatrice di centro; le sue parole uscivano veloci, aspre e tagliate, come quelle di chi non sa scrivere; la sua pelle era scura. Il ragazzo tornava indietro in favela, dove trovava tolleranza e solidarietà; tornava umiliato e non usciva più. Si sentiva costretto a passare il resto della sua vita tra quel vicolo e quell’angolo,  con la sua maglietta, il suo sorriso e la sua parlata di Pinocchio analfabeta.

Artur aveva una passione per il calcio internazionale e quando ti incontrava ti acchiappava e, se eri italiano, si metteva a farti la lista dei cognomi dei giocatori italiani che giocavano in Brasile e di quelli brasiliani che giocavano in Italia e, anche se non sapeva bene dove si trovassero il Brasile e l’Italia sul mappamondo, voleva che di quei giocatori tu gli dicessi in che squadra giocavano; e sarebbe andato avanti ore e ore con questo gioco.

Una volta in favela Rocinha passò un fotografo che aveva il nome di uno Spirito, e fotografò Artur, poi questo fotografo decise di regalare i diritti d’autore delle sue foto a una Onlus che si chiamava Il Sorriso dei miei Bimbi, che così poté creare un calendario che parlava di Rocinha, e la foto di Artur fu scelta per la pagina di Settembre. Un giorno Barbara de Il Sorriso dei miei Bimbi decise che voleva regalare una copia del calendario a tutti i bimbi e i giovani fotografati. Non fu facile rintracciarli, perché la favela Rocinha è molto grande, ma Artur lo si vedeva sempre in rua tres, nella piazzetta dove c’era la scuola di Nando, la piazzetta che divideva la rua tres dal beco do rato molhado (il vicolo del ratto bagnato).

Artur sorrideva sempre, ma quando ricevette il calendario non ci riuscì: si commosse; e quando venne a sapere che il calendario con la sua foto si trovava anche in Italia… “In Italia?!?” – “Sì.”, si sentì felice e imbarazzato.

Nella piccola piazza dove Artur abitava e viveva nacque un nuovo gioco: i bambini che qui erano nati e cresciuti sfogliavano il calendario per vedere se in una della pagine tra gennaio e dicembre ci fosse anche il loro, di sorriso.

Ogni mese era associato alla foto di uno o più bimbi poveri, emarginati e sorridenti e i bambini della piazzetta tra la rua tres e il beco do rato molhado si rividero in ciascuna delle foto, così, insieme ad Artur, grazie a una foto e a un calendario, uscirono dal loro ghetto, e volarono più in alto  del Cristo Redentore, salutarono da sopra le nuvole quelli cattivi che avevano paura di loro, sorvolarono l’Oceano e atterrarono in un altro Continente, in un Paese lontano.

Artur e il calendario – foto di http://www.behance.net/

Nda Altre foto di Artur e il Calendario sono disponibili sulla pagina di facebook de Il Sorriso dei miei Bimbi

Nda2 Altre foto di Rocinha sono disponibili su Paz na Rocinha

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