un impiegato in favela

Ritorno in favela

In Finestra sulla favela Rocinha on 30 agosto 2013 at 00:45

le firme dei bimbi della rua três (e di un intruso)

Come un anno fa il VAN di Toca era senza benzina. Qui in Brasile molti motori sono ibridi benzina-gpl e anche se hai il pieno di gpl, per l’accensione un po’ di benzina ti serve. L’anno scorso, quando arrivai per la prima volta in Rocinha, fu Toca a portarmici dall’aeroporto insieme a Barbara e Julio; il serbatoio della benzina era a secco e dovemmo spingere insieme per far partire il suo furgoncino. Quest’anno, percorsa buona parte del largo viale che congiunge l’aeroporto Galeão, o Antonio Carlos Jobim, al resto della città; superate le barriere che da qualche anno impediscono ai turisti internazionali la vista delle favelas del nord appena arrivati così che possano avere un imprinting più positivo, al primo distributore ci siamo arrivati. Poi abbiamo dovuto spingere fino a che qualche goccia di benzina non è risalita fino al punto di accensione del motore. Questa volta spingendo indietro però, anziché avanti come nell’occasione precedente. Non so perché. So che quest’anno il VAN di Toca è un esemplare in via di estinzione, perché il sindaco di Rio de Janeiro, Eduardo Paes, ha deciso di attuare una riforma dei mezzi pubblici che  ha previsto la repressione dei VAN.

Il VAN e la riforma dei trasporti pubblici.

Il VAN era un mezzo di trasporto, come le favelas, “abusivo ma tollerato”. Era gestito da cooperative che probabilmente finanziavano il narcotraffico. Funzionava ventiquattro ore su ventiquattro, costava meno degli autobus pubblici, congiungeva la Rocinha e molte altre favelas al resto della città, ed era più sicuro dei mezzi pubblici perché nessuno fa  una rapina a mano armata nel mezzo di trasporto dei poveri. Qualche mese fa è avvenuto uno stupro in un VAN, non uno del circuito della cooperativa ma uno di quelli che come tali si fanno passare proprio per commettere rapine, stupri e altre violenze. Ufficialmente è stato questo episodio a convincere Eduardo Paes circa la necessità di abolire il VAN e di sostituirlo con una serie di mezzi pubblici ordinari nuovi di zecca. In realtà la sostituzione era stata annunciata già qualche tempo prima. Ora il biglietto costa di più, i mezzi non viaggiano tutta la notte e coprono una zona più limitata della città e quando si incrociano nelle strade di Rocinha, strette e ripide come tornanti di montagna, rischiano lo scontro frontale e intasano il traffico. Migliaia di lavoratori dei vecchi VAN sono rimasti disoccupati o hanno dovuto trovare un altro lavoro. Il cambiamento è stato approvato dall’opinione pubblica del ceto medio di Rio de Janeiro che ha ritenuto che così sia stato colpito il narcotraffico e sia stato risolto il problema delle rapine, degli stupri e di altre violenze. Il popolo di Rocinha e delle altre favelas, se pur sempre più emarginato e isolato di prima, ha abbassato la testa, come sempre, in nome della vita. Il VAN di Toca va avanti per gli amici, se pur spingendo di tanto in tanto, e Toca mantiene il suo sorriso di uomo sincero dalla pelle dura.

I bimbi della rua três.

Quando sono arrivato in Rocinha per la seconda volta, pur essendo stato lontano per qualche mese, mi hanno riconosciuto tutti quelli che avevo incontrato prima: João del bar, i ragazzi della rua um, Betty che lavorava con Silvia al ristorante, Nazarena, la spaventabambini della rua um, i professori e i ragazzi della Casa Giovani, le tate e i bimbi della scuola Saci Sabe Tudo; il ritmo è sempre quello funky: “um cha. um cha cha“. I bimbi quando mi hanno visto mi hanno guardato come se fossi un extra-terrestre, e forse lo sono: le comunità internazionali sono limitate in Rocinha e non è consueto vedere uno che  ha i lineamenti diversi, il colore della pelle diverso e che parla diverso; non è consueto vederlo e poi vederlo tornare dopo qualche tempo. Di scarafaggi ne ho visti pochi morti e nessuno vivo, ma mi dicono che è perché è inverno e  arriveranno tra qualche mese. I topi non mancano mai. Sono sceso giù per la estrada da Gávea con dei pacchi che dovevo portare a Barbara e Julio, il primo giorno che ero in Rocinha, e un signore mi ha fermato per chiedermi se andavo dritto perché in questo caso mi avrebbe aiutato a portarli. No, obrigado senhor, ma no, giro a destra nella rua Dioneia, all’altezza della piazzetta che incrocia la rua quatro e la rua três. Così il signore mi ha sorriso e ha proseguito per la sua strada. Dopo un salto nella rua Dioneia sono sceso giù nella rua três, dove Kathleen di 10, Gioanna di 10, Myrella di 10, Maria Sophia di 8, Luisa di 10, Igor di 9, Caio di 9, Besmarck di 7, OOAR che non ha dichiarato l’età, João Vitor, Otavio e Wellington che non hanno rilasciato autografi, si sono ricordati di quando qualche mese fa un gringo gli aveva proposto di uscire dalla favela con una firma; ciò che con gli autobus è sempre più difficile. D’altra parte, si dice che il sindaco Eduardo Paes e alcuni suoi parenti abbiano partecipazioni importanti nei trasporti pubblici e che le nuove linee possano avergli portato buone entrate. Qualcuno dice addirittura che quelli di Paes possano essere arrivati a organizzare uno stupro perché l’opinione pubblica approvasse la riforma, ma sono solo voci che si insinuano silenziose su per i vicoli sporchi, disordinati, storti, scoscesi e umidi della favela.

Advertisements

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: