un impiegato in favela

La filosofia di Lia, nel giorno di são Cosme e Damião

In Finestra sulla favela Rocinha, Il popolo di Rocinha on 28 settembre 2013 at 16:55

“Mia mamma mi lasciava prendere i dolci, nel giorno di São Cosme e Damião, così anche io lascio che loro lo facciano”, mi raccontava Lia, nervosa e preoccupata, nel corso di un 27 settembre, giorno di celebrazione dei santi Cosimo e Damiano per la religione Cattolica e per Umbanda. Per la religione Cattolica, Cosimo e Damiano sono santi medici, protettori della medicina e della farmacia, per  Umbanda i santi sono associati alle divinità Orixá chiamate Ibeji, che come i Santi Cosimo e Damiano vanno in coppia, essendo gemelli monozigoti.  Gli Ibeji amano i bambini e su loro richiesta, hanno la capacità di trasformare qualsiasi oggetto in dolci e giocattoli. In Africa come nella favela Rocinha, i bambini rappresentano la certezza della sopravvivenza e della vita, e per questo sono considerati una ricchezza di tutti e per tutti. Per questo gli Ibeji sono divinità importanti e i makumbeiros considerano il 27 settembre il giorno dell’infanzia, donano dolci e giocattoli trasformati dallo sciamano ai bambini, ai loro adepti, e alle divinità; passano ore in trance e si comportano come bimbi dolci e dispettosi perché sono stati posseduti dagli spiriti di coloro che hanno lasciato questa esistenza in tenera età. Per questo, se un 27 settembre, in una mattina di sole e cielo azzurro che segue una lunga settimana di tempesta, pioggia e vento forti, ti trovi di passaggio nella rua Dioneia – dove c’è una casa di makumba – ti troverai circondato da decine di bambini eccitati che corrono senza freni, ora in salita a mani vuote, ora in discesa con i volti che splendono di felicità, stringendo forte tra le braccia buste di caramelle, dolci e palloni colorati.

“Io sono cristiana, la mia famiglia è cristiana, e oggi so che hai incontrato i miei figli e i miei nipoti con le caramelle dei makumbeiros, ma non devi pensare che loro non siano cristiani. Mia mamma mi lasciava prendere le caramelle dai makumbeiros e io ero felice e così io permetto che anche i miei bambini prendano le caramelle dai makumbeiros. Ma sono cristiani, è chiaro?”

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