un impiegato in favela

La sincerità di Gaúcho

In Finestra sulla favela Rocinha, Il popolo di Rocinha on 22 dicembre 2013 at 10:39

Sono senz’acqua da due giorni. Quelli della CEDAE mi hanno detto che avevano un lavoro più urgente. E poi? Li ho beccati che facevano un lavoro dove abita uno di loro, guarda caso. Non si mente al Gaúcho, canaglie!

Vivo là dietro, in fondo alla rua dois. So bene da dove dovrebbe arrivare l’acqua. Proprio sotto questa strada passano dei tubi di mezzo metro di diametro che si restringono all’inizio di quel vicolo laggiù.I tubi di scarico passano dall’altra parte della strada, a distanza di un paio di metri: è un lavoro fatto bene, lo so perché ci ho lavorato anche io qualche anno fa. Ho fatto cinque mestieri nella mia vita: moto-taxista, trasportatore, cobrador sui van, barista, e ho lavorato anche come idraulico, tubista e muratore, perciò conosco bene il sistema di tubature della zona. I tubi sono ben distanziati dalla fogna: perciò l’acqua si può bere. Deve esserci stata una rottura più in alto, all’altezza della rua um, così da due giorni non possiamo né bere né lavarci, e non possiamo neanche cucinare. Che canaglie, mi hanno detto che avevano un lavoro urgente e sono andati a sistemare le cose loro. Io sono sempre stato onesto nella mia vita, e non sopporto quando la gente mente e quando lavora male. Una volta, quando facevo il tubista, una ragazza mi ha chiamato per una perdita, dopo settimane che aspettava quelli là della CEDAE. Le avevano fatto un buco nella parete, le avevano fatto, e manco avevano risolto la perdita, e avevano lasciato il buco. Ma, per sua fortuna, la ragazza ha incontrato il Gaúcho. Sono andato a casa sua, e ho messo l’orecchio alla parete per capire dov’era la perdita. Toc toc toc, ecco la goccia. Ho rotto la parete con una fessura che quasi non si vedeva e ho fatto la riparazione: il Gaúcho lavora pulito! Una voragine le hanno lasciato, quegli scansafatiche, pra caralho! La ragazza mi ha chiesto quant’era, e io figurati! Sono sempre stato onesto io: – non mi devi niente, per un lavoro di mezz’ora, caralho! – Venti reais? Va bene, dammi venti reais, ma per qualsiasi problema chiama il Gaúcho! Chiedi di me, vivo là dietro. Sai come mi sono comprato la casa? Vedi qui dietro la nuca? Queste due vertebre che escono? A furia di trasportare mattoni ho avuto una distorsione delle vertebre, e ora non posso più trasportare pesi, ma queste due vertebre rotte mi hanno valso la casa. La mia fidanzata di allora mi aveva chiesto la casa, e allora mi sono spaccato la schiena per dargliela. Ora non è più la mia fidanzata e ci abito io, vivo da solo. Ma il punto è che gliel’avevo promesso, e il Gaúcho non mente mai. Non sono mica come quelle canaglie! Meglio che mi dicevano: vado a fare il lavoro a casa mia, e poi torno da te; perché devi dirmi che hai un’emergenza quando poi vai a fare i comodi tuoi? Mia madre mi diceva sempre una cosa: “le bugie hanno le gambe corte”. Per questo non mi piacciono le bugie. Se hai bisogno del Gaúcho, vieni qui, e cercami, ti basta chiedere di me. Qui,tutti mi conoscono. Cerca il Gaúcho.

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