un impiegato in favela

C, l’americano

In Finestra sulla favela Rocinha, Il popolo di Rocinha, Storie di Pacificazione on 18 aprile 2014 at 16:38
vi um pretinho, seu caderno era um fuzil - ho visto un negretto, il suo quaderno era un fucile #finestrasullafavela

vi um pretinho, seu caderno era um fuzil – ho visto un negretto, il suo quaderno era un fucile #finestrasullafavela

Marcos, legalizzare può essere, ma gli assalti continuerebbero. La maconha – come la chiamate voi? la marijuana – è un remedio, una medicina, per le malattie di dentro. Ti fa tornare la fame e ti fa pensare veloce e andare spedito e stare attivo. Non è così per la cocaina, che ti annebbia, e non sei più tu. Alcuni, per risolvere quella pena di dentro, bevono e bevono e bevono, e si stordiscono. La marijuana non è così. Legalizzarla è una necessità, ma non si risolverebbero tutti i problemi. La droga esiste perché esistono i trafficanti, e i trafficanti esistono perché esiste la droga. Poi c’è la polizia. La polizia è corrotta. Io ho visto le liste. Dei dodici poliziotti che salgono lassù, dove c’è il cara di lassù, sai che intendo no? , a sette bisogna fare i pagamenti il lunedì. Sette su dodici, c’è la lista nome per nome. Sono gli stessi che di tanto in tanto, quando mi faccio un giro in bici, mi fermano e mi fanno domande, e mi minacciano di portarmi alla delegacia, e io gli dico che mi ci  possono anche portare alla delegacia, ma la stessa auto che usano per andare là devono utilizzarla per portarmi indietro, né?! E perché mi fermano? Perché sono nero, perché sono pretinho, come dite voi?, un negretto, e ho i capelli ricci, e i miei vestiti sono semplici, solo per questo. E loro? Loro sono quelli del pagamento del lunedì.

Io qualche volta esco di qui, Marcos, prendo la bicicletta e mi faccio un giro alla Lagoa, ma mi guardano tutti come se fossi lì per assaltarli. Una volta mi hanno fermato e mi hanno portato alla delegacia. Avevano rubato la borsa a una donna, e lei ha detto: “un pretinho che andava in bicicletta, un cara di favela”, e hanno fermato me. Io alla delegacia ci sono andato lo stesso, e ho chiesto il confronto diretto con la donna. L’ho guardata negli occhi, e le ho detto: “sono stato io? Sono stato proprio io a rubarti la borsa? Era così, come il mio, il viso di chi ti ha assaltato?”. Lei ha abbassato lo sguardo.

In America, Marcos, prima c’erano gli indios: sono arrivati da lontano e li hanno massacrati tutti. Ora in America ci siamo noi.

C (lo stesso delle comiche) ha sedici anni ed ha sempre vissuto in Rocinha. Ha una madre e più di un fratello, ma non ha una famiglia e una casa come la intendiamo noi. Ha ed ha avuto chi gli vuole bene. Anche per questo ha potuto studiare almeno tre anni della sua vita, dai 3 ai 6 anni, presso la scuola materna Saci Sabe Tudo di Rocinha. Gira per i vicoli della Rocinha, e qualche volta stiamo insieme, qualche volta si mangia anche una pizza insieme, e quando è di buon umore sorride ed esprime le sue opinioni. Qualcosa deve essergli rimasto, di quei tre anni.

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