un impiegato in favela

“Operazione pulizia bimbi di strada per i Mondiali” è orrenda bufala

In Finestra sulla favela Rocinha, Oltre la favela Rocinha on 4 giugno 2014 at 02:30

operazione pulizia bimbi di strada è una bufala - parola di #finestrasullafavela

Un giornalista danese, un giornale online spagnolo e, da quanto ho capito, altri blog internazionali, scopiazzandosi l’un altro, hanno pubblicato la falsa notizia per la quale in Brasile si starebbe attuando una pulizia sociale: la strage di Stato dei bimbi di strada in ottica dei Mondiali. Io sto qua in favela, ma ho motivi di  credere che questa falsa notizia stia facendo il giro del mondo. Si tratta di una orrenda falsità, come orrenda è l’idea di colui che ha deciso di metterla in giro.

Ora mi tocca scrivere qualche parola in prima persona e distrarmi dalla grande umanità della favela Rocinha per esprimere questa opinione personale (e di questo mi scuso con i lettori affezionati).

Si tratta di un’orrenda bufala, come tante ne girano su internet; un’orrenda e pericolosa bufala creata ad arte: senza prove, senza fatti, la diffusione della quale si deve a un titolo sensazionalistico e all’utilizzo di stralci di verità con i quali, secondo una classica tecnica, i bugiardi provetti rendono più credibile la bugia; un’orrenda bufala che si deve infine all’utilizzo di foto originali che sono rese false dal titolo dell’articolo che accompagnano (peraltro, alcuni dei siti che hanno alimentato la diffusione di queste falsità hanno tratto le foto proprio dalla Finestra sulla favela). Ad esempio, sono state accostate immagini di uccisioni avvenute a Rio – non a Fortaleza, come si cita in questi articoli – di giovani – non di bambini – ad opera della polizia nel contesto di un’azione militare di “pacificazione” – non di un’opera programmata di pulizia sociale di bimbi di strada – ad immagini di bambini di strada che dormivano su un marciapiede – dormivano ma erano vivi. Qual è la differenza tra questo e quello? Ci si può indignare lo stesso? Ci si deve indignare! Ci sono molti motivi per farlo. Ma il fenomeno va descritto per quello che è, e, prima ancora, se non è chiedere troppo, va capito profondamente.

In molti luoghi del mondo come in Brasile si sono commessi e si continuano a commettere orrendi crimini; e, che non viviamo nel migliore dei mondi, questo è chiaro. Certo, in passato, in Brasile, si sono compiute orrende stragi programmatiche: ad esempio quelle dell’operazione Condor. Certo, in passato, in Brasile, bimbi di strada e giovanissimi sono stati uccisi dalla polizia senza motivo: ricordiamo per esempio la strage della Candelaria nel 1993. Certo, non è da escludersi che episodi come quelli della Candelaria si verifichino oggi, ma più probabilmente in periferia, fuori dai riflettori dei Mondiali, e quindi ancor peggio: non solo durante o in preparazione dei Mondiali. Certo, la “pacificazione” delle favelas è stata un’operazione iniziata nell’ottica dei “mega-eventi”, ma, per quanto produca violenza spesso gratuita e giustizia spesso sommaria, non la si può accostare ad un’operazione programmatica di  “pulizia sociale” nel senso degli articoli sopra citati. Per esempio, questo fenomeno è anche conseguenza del radicamento sul territorio del narcotraffico durato più di quarant’anni; e la violenza della polizia militare deriva dalla storia del Brasile stessa, dagli anni della dittatura militare, tanto per cominciare. Certo, ci sono tanti abitanti dotati di scarse risorse, abitanti di piccole favelas attorno agli stadi, che, – vero – in preparazione dei Mondiali, anche a Rio, sono stati sfrattati in malo modo e abbandonati a sopravvivere su un marciapiede dall’oggi al domani, e, certo, se provano a manifestare per far valere i propri diritti violati vengono malmenati dalla polizia militare. Certo, in favela abbiamo venti anni di speranza di vita in meno, e quindi la strage si compie tutti i giorni. Si muore di scarse condizioni igieniche, di scarsi strumenti sanitari, di tumori, di tubercolosi e di Aids. Certo, in favela l’Eternit è ancora diffuso in larga scala, anche perché nella maggior parte del Brasile la produzione del materiale cancerogeno è ancora legale. Certo, più del 25% della popolazione  brasiliana è analfabeta, e, forse, più che di qualsiasi altra causa, di questo qualcuno muore e qualcun’altro lascia morire, magari anche con qualche grado di  consapevolezza. Muoiono e vengono uccisi o vengono lasciati morire bambini, giovani e adulti: succede da decenni, continuerà a succedere durante i Mondiali, durante le Olimpiadi, e anche dopo, quando i riflettori potrebbero spegnersi su questa parte del mondo. Si verificano accadimenti orribili, ma per il momento niente che assomigli a “pulizia sociale”  o a “si uccidono i bambini per i Mondiali”. Ci sarebbe così tanto da rendere pubblico e da denunciare, così tante inchieste da produrre; ma le mistificazioni ad effetto pubblicate a scopo di successo personale di chi le pubblica non fanno altro che nascondere i fatti e i problemi reali. Inoltre esse violano la dignità dei bimbi, l’immagine dei quali il blogger e il giornalista di turno – in questo caso sì – utilizzano con preciso scopo illecito.

La Finestra rimane a disposizione per chiarimenti. Chi volesse saperne di più sulla Pacificazione segua questo link. Chi volesse saperne di più sulle contraddizioni che i Mondiali portano in Brasile segua questo. Chi volesse conoscere meglio il popolo della favela Rocinha, segua questo link, oppure resti affacciato alla Finestra sulla favela.

D’altra parte, mentre noi conversiamo, il popolo di favela sta colorando di verde-oro i suoi vicoli e il suo cielo, e sta ingranando l’entusiasmo e la passione per una manifestazione popolare che sarà capace di utilizzare come pretesto per dimostrare una volta di più quanto sia grande l’amore che è capace di affidare alla vita.

PS di ottobre 2015. Questo articolo faceva riferimento alla diffusione di una bufala innescata nell’aprile 2014, prima della Coppa del Mondo brasiliana. Ad ottobre 2015, già diversi mesi prima delle Olimpiadi di  Rio, ci risiamo. Questa volta c’è di mezzo l’ONU e la questione è più articolata, e forse anche più grave. Ecco qui un pensiero della Finestra dopo la nuova diffusione di una falsa notizia da parte di quotidiani italiani che in molti presumono autorevoli.

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  2. […] però, leggiamo qualcos’altro: consigliamo a tutti voi di leggere questo articolo per farvi un’idea più chiara, perché meglio di chi vive direttamente ciò che è accaduto e che […]

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  3. […] dei mondiali (la bufala ad opera del danese Mikkel Jensen). A questo  proposito, si  rimanda a questo articolo che prova a fare […]

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  4. Amici brasiliani sostengono la tesi bufala

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  5. Non è una bufala !!!

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  6. […] “Operazione pulizia bimbi di strada per i Mondiali” è orrenda bufala […]

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