un impiegato in favela

Lavati le mani

In Finestra sulla Sierra Leone on 7 dicembre 2014 at 00:01

Sierra Leone, freetown, emergency, ebola

Accettare un consiglio non è mai facile. C’è chi la prende come una critica negativa e si sente attaccato: “ti credi di saperla tutta tu?”. C’è chi ascolta il consiglio perché i consigli si ascoltano sempre, ma poi fa di testa sua, perché la vita è mia e decido io. C’è chi il consiglio l’ha già accettato e messo in pratica un giorno prima che glielo si  proponesse, perché l’autonomia e la pro-attività sono sempre bene accette, e anzi, richieste, grazie, anzi, perfavore. Tra quelli che il consiglio lo accettano e lo mettono in pratica, c’è poi chi ti spiega argomentando in modo molto dettagliato che il consiglio sarà utile di certo, che è d’accordo con te, molto d’accordo, e che in fondo in fondo la pensava così anche lui già da prima, e ti spiega con parole diverse  quello che gli hai detto, per rafforzare il concetto, o per rassicurarti che ha capito e che approva.

– Lavati le mani.

Ho passato gli stivali nella clorina 0.5 e nella clorina 0.05. – Lavati le mani. – Accetta il mio consiglio, lavati le mani. – Non dico “sì”, me le lavo e basta. Un rivolo di sudore mi scivola lungo le braccia. Che liquido è? – Lavati le mani. – Me le lavo. Mi passano la clorina con lo spray davanti e dietro. Rimuovo il grembiule. – Lavati le mani. – Me le lavo. Spray di clorina. Rimuovo il casco. – Lavati le mani. – Lo so che  devo lavarmi le mani, non c’è bisogno che me lo dici, lo so… No, non solo non lo dico, ma non lo penso: mi lavo le mani, tutto qua. Apro la tuta, tengo la cerniera lontana dal collo, lontana, piano, piano, nessuna goccia voli. Via il cappello. – Lavati le mani. – Me le lavo. – Lavatele piano, lavatele meglio, immergi le mani nella scodella di clorina. – Ma non serve, me le sono già lavate bene, me le sono lavate molte volte… Non lo dico e non lo penso: mi lavo le mani e le immergo e basta. Via la tuta, e via i guanti esterni, e via gli stivali dalla tuta… – Lavati le mani. – Ma questi sono i guanti interni, non possono aver fatto contatto con niente… Me le lavo. Spray sugli stivali, torno in zona verde. Tolgo i guanti interni. – Lavati le mani. – Sì, anzi, né sì e né no: me le lavo, me le lavo e basta.

Non è sempre facile camminare lungo la Cemetery Road, dove in fondo c’è una falegnameria e a metà una casa di Emergency, e lassù chissà, e qua tre cagnolini che si leccano le ferite, e gente che  va e che viene, e bimbi che ti salutano entusiasti di vedere uno strano che non vedono spesso, il bianco; ma presto si imparerà a conoscerla, la Cemetery Road, di giorno, quando il sole ti acceca, e di notte, quando sono tutte ombre.

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  1. Ciao Marco. Ti aspetto.

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  2. […] un ragazzo giovane, che poi sarebbe diventato un amico, mi insegnò che bisogna sempre lavarsi le mani: “quando non ti senti più l’odore del cloro tra le dita, quello è il momento di  farti […]

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