un impiegato in favela

La barca capovolta

In Finestra sulla Sierra Leone on 11 gennaio 2015 at 18:37

Sierra Leone Freetown rural area fishers pescatori

Là dove senti che il suolo cede e asseconda i tuoi piedi prendendone la forma, dove Mr. Mohammed se ne sta accovacciato a intessere la rete con il filo e il coltello (non bisogna lasciar uscire i pesci dai buchi), e quando ha finito va a dormire, e il giorno dopo si sveglia presto per lanciare la rete; vicino a dove finisce la sabbia e comincia il fango, e cominciano le case della gente, di legno e lamiera, strette una all’altra in una morsa di vicoli bui; nei pressi della foce del fiume, putrida di rifiuti, dove i maiali infilano il muso per succhiare acqua e nutrimento; là dove c’è la grande lavanderia di tronchi incastonati l’uno nell’altro dove si stendono i panni dopo averli lavati nel fiume; là dove si incurva la baia, e le palme tendono al volo delle aquile, dei corvi, degli avvoltoi e degli aironi, per poi lasciarsi cadere con il loro intreccio di braccia lunghe e pigre verso la sabbia, verso il fango e verso il mare; là, vicino a quella casa bianca grande e bella dove una volta andavo per imparare a leggere: alle 3 del pomeriggio si facevano i verbi, che sono quelle parole che servono per dire qualcosa che si fa (per esempio, anche “fa” è un verbo), alle 5 si giocava a palla e alle 7 si  andava a dormire sul letto (ma quando andavo in quella casa per imparare a leggere ero ancora molto piccolo, e sul letto si facevano dormite molto belle); là vicino a dove ci sono i negozi pesanti con le pareti e il tetto di ferro e la porta di ferro alla quale mi piace bussare per vedere se prima o poi qualcuno si deciderà ad aprirla; là dove le barche riposano indifferenti, ce n’è una, di barca, che rivolge il dorso alle stelle e il viso e il petto alla sabbia: là sotto, sotto quella barca rovesciata, è dove vivo io.

Mi riparo sotto il dorso di una barca che nessuno può riparare, abbandonata da tutti tranne che da me. Non ho nessuno e tutti mi aiutano. Anche io aiuto gli altri. Aiuto i pescatori a trasportare i secchi d’acqua e di pesci, li aiuto a pulirli; aiuto le lavandaie a portare le bacinelle con i vestiti da asciugare; faccio giocare i bambini piccoli: giochiamo a rincorrerci con un ramo a mo’ di frustino e a ridere; e aiuto i muratori a portare le pietre. Porto tutto sulla cima della testa. Non sono ancora abbastanza forte da aiutare i pescatori a tirare su dal mare la rete piena di pesci, e questo è quello che farò quando sarò diventato più forte: tirerò fuori le reti dal mare insieme agli altri pescatori, e io stesso farò il pescatore.

[N.d.a.] [DUECENTO RACCONTI] Il 28 giugno 2012 per la prima volta nella favela Rocinha con Il Sorriso dei miei Bimbi. Pochi giorni dopo, si è aperta una finestra, che è finita per affacciarsi sulla favela, sul Ponte Lambro e sulla Western Area della Sierra Leone. Da allora, Per più di 48.000 volte qualcuno si è affacciato alla Finestra sulla favela, per più di 48.000 volte la favela ha sorvolato i muri che la isolano per viaggiare in più di 100 Paesi del mondo.

finestra sul mondo

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