un impiegato in favela

Una mattina, di corsa, sulla strada per Yoni…

In Finestra sulla terra on 5 giugno 2015 at 13:25

Il racconto della Finestra sulla terra di Un ricercatore in favela

Ho l’abitudine di uscire la mattina presto a correre. Lo faccio da tanti anni, mi piace, mi rigenera dopo una settimana pesante, e trovo che sia anche un buon mezzo per esplorare. Correndo infatti si possono coprire distanze maggiori che camminando, si possono raggiungere posti più lontani che a piedi e si vedono paesaggi e ambienti con una luce nuova, da un punto di vista diverso. Mi ero proposto di farlo anche in Sierra Leone, ma qui non avevo fatto i conti con il repulsivo caldo equatoriale che, non di rado, mi demotiva fino a rinunciare! Oggi ho vinto la pigrizia e mi sono deciso ad andare. Ho scelto di non fare la solita strada che porta al villaggio di Yoni (una via sterrata ma comoda perché larga e piana). L’ho già fatta durante le prime settimane di permanenza qui, quando non conoscevo il territorio. Stavolta volevo provare un percorso nuovo. Così mi sono inoltrato per delle stradine sterrate secondarie, tra campi di arachidi e patate dolci, attraverso piantagioni di palme e macchie di foresta ricche di alberi di mango, banani, papaie e cotton trees. Dopo qualche km la fatica ha cominciato a farsi sentire, e dopo qualche centinaio di metri ancora mi sono accorto che stavo raggiungendo un piccolo villaggio isolato. finestra sulla terra sierra leone di corsa Per un attimo ho pensato: “come la prenderanno gli abitanti vedendomi attraversare le loro terre? si possono risentire o offendere se transito tra le loro case senza aver chiesto il permesso o essere stato invitato?”. Questi sierraleonesi non vedono spesso l’opoto (uomo bianco), tanto meno nei loro piccolo villaggio, e io non conosco ancora così bene le loro usanze. Transito davanti alla prima casa… finestra sulla terra sierra leone di corsa 2 Sbuca da dietro l’inquilina: finestra sulla terra sierra leone di corsa 3 Saluto con un cenno e…“tanki tanki!”, sento rispondere: grazie, grazie! Mah! Raggiungo un gruppo di donne intente alle faccende domestiche: finestra sulla terra sierra leone di corsa 4 Nuovamente in coro “tanki tanki!”. Poi è la volta di un gruppo di bambini: finestra sulla terra sierra leone di corsa 5 E il coro si ripete. In un attimo donne, uomini e tanti bambini da tutto il villaggio si affacciano, sospendono le loro faccende e salutano con sorrisi, “tanki” e auguri di buona giornata.


Cerco di ricambiare sorrisi e saluti, anche se affaticato dalla corsa. È una festa! Esco dal villaggio con un senso di leggerezza, quasi di stupore e felicità, che mi distrae dalla fatica. Lungo il percorso ho attraversato altri 2 villaggi come il primo. Non li conoscevo, non so il loro nome, ma la festa si è ripetuta in tutti. Sulla la strada del ritorno ho pensato che questa cosa è davvero bizzarra, dopotutto non avevo niente da offrire loro, avevo solo canottiera e pantaloncini da corsa. Ma dopo un po’ mi sono chiesto: è poi veramente così strano? Perché, a pensarci bene, non è strano per nulla: sono arrivato, ho salutato, ho chiesto “come va?”. Ma oggi in questi villaggi non sono stato solo accettato (nonostante il timore iniziale): sono stato accolto. No, non era bizzarro, era bello: scoprire che gli abitanti accolgono così volentieri chi vi passa di lì, tanto da ringraziare. Erano contenti perché orgogliosi che qualcuno vedesse il loro villaggio (nonostante fosse povero), le terre che coltivano, il frutto del loro lavoro. A pensarci bene, la cosa davvero strana è aver pensato che tutto questo fosse strano. Oggi ho provato il sano senso di identità e di appartenenza che i sierraleonesi hanno per i propri villaggi e per la “propria terra” che li rende orgogliosi di poter accogliere uno sconosciuto (anche se poco presentabile perché sudato e un po’ infangato per la corsa). La scoperta mi ha lasciato un inatteso buonumore e mi sono ripromesso di uscire più spesso a correre per stradine come queste. Ne vale la pena, nonostante il repulsivo caldo equatoriale.

Racconto della serie Finestra sulla terra, di Un ricercatore in favela

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