un impiegato in favela

È più grande un ragno o una petroliera?

In Finestra sulla Sierra Leone Il ritorno on 3 luglio 2015 at 09:45

Da Finestra sulla Sierra Leone Il ritorno, di Un impiegato in favela

Non esco mai, sto sempre affacciata alla finestra, e mi pongo interrogativi. È più grande un ragno che tesse la sua trama in mezzo a tre cavi elettrici in fila, o quella petroliera che scorre laggiù in fondo?

Il ragno e la petroliera

Smettila di guardare il cellulare, Serah, svelami il segreto di questo ragno, e se puoi svelami anche perché le onde nella notte sierraleonese sono argentate come i riflessi del sole sulle tessiture della ragnatela.

Chi è quel giovane uomo dalle ossa scolpite nella pelle, dalla pelle sottile e trasparente come un velo; chi è quel giovane uomo che di giorno esce ciondolando dal cancello arrugginito che fa la guardia a un campo di gramigna, coprendosi appena di un cencio grigio pieno di strappi e di polvere, sempre lo stesso; e di notte, tutte le notti, scende lungo la Spur road e si stende sullo spartitraffico di cemento, trascinandosi addosso il cencio, mentre le auto scorrono e lo ignorano; e lui ignora le luci dei fari e il trambusto e il veleno che i motori sputano, e le ruote che cigolano, i freni che stridono e gli autisti che litigano, assorto in un sonno profondo, sempre nello stesso punto, sempre alla stessa ora. Perché sempre in quello stesso angolo? Perché sempre alla stessa ora? Chi è quel giovane uomo, me lo sai dire? Se è più grande un ragno o una petroliera non me lo sai dire, e non sai dirmi neanche di quel giovane uomo, Serah?

Che bel sorriso che hai, ma perché sorridi? E perché ora ridi? Le mie domande non le capisci, vero? Non è la tua lingua, e poi di quel giovane e del ragno e del cielo e dell’oceano e delle petroliere, a te forse non interessa sapere. Che pianta è questa, Serah, anzi, che albero è questo che sta si sta facendo le radici nella fioriera? Non lo sai, Serah? E quest’altro, alto come tre piani, che sta in giardino, lo sai che albero è? Un mango eh?! Giusto, questo lo sai. Bene, questo albero piccolo che sta nella fioriera è un mango pure lui, e un giorno diventerà grande come il mango grande che sta in giardino. Come te, che ora sei piccola, e un giorno sarai grande.

L’ebola no, Serah, ancora non se n’è andata. Un nuovo caso nella Fisher road, un nuovo focolaio nella Magazine Wharf e a Port Loko e a Kambia. Un ragazzo di 17 anni è morto in Liberia, che era stata dichiarata Paese senza ebola da quasi due mesi. Tutto sotto controllo perché fino a che non saranno 42 giorni senza nuovi casi le organizzazioni non se ne andranno. Ma ci saranno mai 42 giorni senza ebola? Quella sta nella foresta, tra gli alberi grandi e gli alberi piccoli, scorre nel sangue di certi animali. Nella zona rurale della Western Area della Sierra Leone sono sessanta giorni che non si registrano casi, ma ci sarà mai qualcuno che si mette a registrare, in quel luogo remoto dove nessuno che sta qui vuole andare? Una volta era epidemia, enorme e assassina come una petroliera; forse adesso si va verso l’endemia, invisibile e fatale come un ragno. Si aspetteranno davvero i 42 giorni senza virus o saranno sufficienti 42 giorni senza passaggi in televisione? Lo sai, Serah, che tanti anni fa, le comunità di qui avevano paura della foresta, sapevano che non dovevano andarci? Poi arrivò la caccia ai diamanti e la guerra e per forza o per povertà ci furono spinti.

Staremo a vedere. E intanto, mentre noi stiamo a vedere, un giovane e un cencio fanno su e giù lungo la Spur road: di mattina si sale, di sera si scende. Così anche i quasi-aironi, quando è sera, smettono di pescare e risalgono verso il tramonto. Così anche un cantante free-style in sedia a rotelle fa avanti e indietro dalla sua favela fino a un cono d’ombra nei pressi del Sunset Kingdom; c’è gente che parte da casa alla cinque del mattino felice di aver finalmente trovato un lavoro, e farà di tutto per non perderlo, bicicletta o non bicicletta, e una giovane volteggia tra le onde per dichiarare al mondo che il mare è tutto suo, perché il mare è di tutti.

Un impiegato in favela

Chi è che sta in favela?

Finestra su cosa?

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