un impiegato in favela

Cronaca di una domenica di calcio

In Finestra sulla terra on 1 settembre 2015 at 11:13

Da Finestra sulla terra, di Un ricercatore in favela

cronaca di una domenica di calcio

Cari ascoltatori, siete collegati in diretta con il Wusum Stadium di Makeni, distretto di Bombali, dove le squadre stanno per fare il loro ingresso in campo.

Partecipano al torneo odierno 4 formazioni distinte da casacche di diverso colore: gialli, blu, neri e arancioni. Dopo aver dato ciascuno il contributo di 2000 leones per l’acquisto dell’acqua, i giocatori cominciano il riscaldamento sul cerchio di centrocampo. Le squadre, come d’abitudine in questo campionato, schierano assieme giocatori musulmani (facilmente distinguibili per la shashia) e cristiani. La squadra arancio quest’anno schiera anche un opoto, una delle novità di questa prima giornata.

Cronaca di una domenica di calcio

La prima partita sarà gialli contro blu. Le squadre sono già schierate ed ecco il fischio d’inizio, dirige il Sign. Daniel Kamara della sezione di Teko road:

3° minuto: subito azione pericolosa dei gialli, Moussa a tu per tu col portiere avversario sbaglia una chiara occasione da rete. Dopo la papera, nessuno lo rimprovera o si arrabbia, tutti si piegano dalle risate.

11° minuto: goooooooooal. I blu si portano in vantaggio dopo una mischia in area risolta con tocco sotto-porta del centravanti, il più lesto a insaccare. Goal di rapina da rapace dell’area! 1-0 blu.

21° minuto: raddoppio dei blu, gran botta da fuori area di Suma Sesay, una sassata che non lascia scampo al portiere!

26 minuto: goal! i gialli accorciano le distanze! cross dalla sinistra, il portiere esce ma va a farfalle, Moussa ringrazia e insacca!

30° minuto. Fischio finale dell’arbitro. Finisce 2-1 per i blu. Partita equilibrata giocata a ritmi alti. Entrambe le formazioni hanno preso molto sul serio la gara e si sono impegnate a fondo. I giocatori hanno corso e si sono spremuti nel tentativo di aggiudicarsi il match, nonostante ciò l’incontro è stato fondamentalmente corretto. Alla fine la formazione blu è stata più abile a concretizzare le occasioni avute.

Scendono ora in campo le squadre nero e arancio per la seconda partita. Pronti, via:

4° minuto: la squadra arancione parte bene, mantiene il possesso della palla e gioca con un bel fraseggio alla tiki-taka. Il giocatore bianco, che tutti chiamano opoto, si guadagno presto la simpatia dei “leader” della squadra grazie a un paio di passaggi smarcanti azzeccati.

7° minuto: Gooooal, colpo di scena al Wusum. Nonostante il dominiamo del campo degli arancio, sono i neri ad andare in vantaggio con il loro primo tiro in porta. Lo firma Alhassan Kamara, rapido a insaccare dopo una azione di contropiede. Episodio curioso: Alhassan durante la settimana lavora come dipendente dell’opoto il quale, risentito, lo minaccia scherzosamente di non farlo più se non vuole ricevere una lettera di licenziamento!

12° minuto: attenzione, pressing alto degli arancio, l’opoto ruba palla nella trequarti avversaria, entra in area e viene atterrato. Rigore! Tutta la squadra gialla protesta vivacemente con il direttore di gara. Per la verità la concessione del penalty ci sembra generosa, servirebbe moviola. Ma non c’è verso, l’arbitro è irremovibile. Se ne incarica Abu Conteh. Rincorsa corta, tiro, goal!! 1-1, tutto da rifare.

17° minuto: incredibile! dormita generale della difesa arancio che regala palla ad Alhassan. Si invola verso la porta, tiro, goal! il bomber concede il bis. 2-1 neri.

30° minuto: triplice fischio dell’arbitro, finisce 2-1 per i neri. il bomber nero Alhassan si laurea capo cannoniere di giornata.

Cronaca di una domenica di calcio

A margine campo i giocatori dichiarano la loro soddisfazione: mentre in Italia ricomincia il campionato di calcio, in Sierra Leone il governo ha appena tolto la restrizione che impediva di giocare a pallone, uno dei tanti provvedimenti adottati più di un anno fa per evitare le occasioni di aggregazione e arginare così l’epidemia di Ebola che dilagava; nelle provincie sierraleonesi si torna finalmente a giocare, sui campi in terra battuta o, in piena stagione delle piogge, nel fango. A Makeni, alle 6e30 am, una massa entusiasta, dopo un lungo digiuno, ha ricominciato a correre dietro a un pallone, a ridere e a passare momenti leggeri in compagnia. Il 25 Agosto è stato dimesso l’ultimo paziente noto affetto da Ebola, ed è cominciato il conto alla rovescia dei 42 giorni che porteranno a dichiarare il paese libero dal virus. Il 30 agosto è stato individuato un  nuovo caso e il conto alla rovescia dovrà essere di nuovo rimandato. Tuttavia oggi in Sierra Leone l’importante è che si possa ricominciare, non ne vedevamo l’ora.

Dal Wusum Stadium di Makeni è tutto, buona giornata e a domenica prossima.

Un ricercatore in favela

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