un impiegato in favela

Libera Freetown

In Finestra sulla Sierra Leone Il ritorno on 20 settembre 2015 at 13:26

Da Finestra sulla Sierra Leone Il ritorno, di Un impiegato in favela

freetown la città libera

We go was ebola

Sciacqua via l’ebola, fa’ che l’ebola era

Liberaci dai monsoni e dalle macerie

Liberaci dagli stadi per gli sfollati

La città libera dall’alto è come il mercato della Sanni Abacha street: ognuno stretto all’altro, e i raggi del sole rimbalzano sui tetti di lamiera come i richiami dei commercianti sulle bancarelle ricolme di tessuti colorati, pesci, polli e straccetti di capra alla piastra, tubetti di dentifricio, scarpe di plastica, braccialetti, cinture, abiti a festa, capre legate alle zampe e fissate su una carriola che ti guardano con l’occhio lucido fuori dall’orbita, omulanke che si fanno strada spingendo la folla lungo la Fisher street, dove qualche settimana fa c’era l’ebola e adesso restano i pescatori, il mercato del pesce, che si confonde con i cumuli di rifiuti dove si rotolano i maiali

Liberaci dai tetti di lamiera forati dalla pioggia

Liberaci dai rata

Liberaci dal male

Liberaci da te, dio (questo lo dico io)

Liberaci da lavati le mani

Liberaci da tutto tranne che da Suliman Kamara e dal mare

Un impiegato in favela

Chi è che sta in favela?

Finestra su cosa?

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