un impiegato in favela

Il nulla dalle macerie

In Finestra sulla Sierra Leone Il ritorno on 22 settembre 2015 at 11:54

Da Finestra sulla Sierra Leone Il ritorno, di Un impiegato in favela

Il nulla dalle macerie - Finestra sulla favela

– E lei, signora, come si chiama?

– Mujeh Conteh.

– Da quanto tempo vende bevande qui a Lumley beach?

– Diversi anni, my friend. Avevo anche un tetto, potevamo ripararci dalla pioggia, adesso uso questo tavolino e un ombrellone, e sto dietro al container per ripararmi dal vento. Quando vuoi metterti comodo, sei il benvenuto al mio tavolino.

– Grazie. E il tetto che fine ha fatto?

– L’hanno demolito, come tutto quello che stava sulla spiaggia, i bar e le case della gente.

– Chi è stato?

– Il ministero del turismo.

– Anche le case?

– Sì, là in fondo, ad Aberdeen, c’era una caserma dove trovavano rifugio quelli del corpo di danza nazionale. Prima avevano dato loro una casa e adesso gliel’hanno tolta; e poi c’erano tutti quelli che si erano fatti casa attorno, ma erano illegali, my friend.

– Hanno ricevuto un preavviso?

– I danzatori sì, gli altri no, perché erano illegali.

– E dove stanno, adesso?

– Ci si arrangia, my friend. Qualcuno ha amici e parenti in altre comunità di periferia, altri restano qui, ci si lava in strada, ci si arrangia. Altri cambieranno vita: vagheranno per le strade fino a che la fortuna non gira. Altri stanno allo stadio.

– Dove ci sono gli sfollati dell’alluvione?

– Sì, tanto per un motivo o per l’altro, sempre sfollati siamo. Guerre, epidemie, alluvioni, ministero del turismo. Solo che adesso allo stadio sono più di dodicimila persone e di più non ce ne stanno, e c’è un telo di plastica che copre a stento la gente, che quando piove non serve a nulla. Però almeno passano quelli del World Food Programme a consegnare i sacchi di  riso: per questo c’è sempre più gente. Io preferisco restare qui. In fondo mi hanno lasciato il pavimento, ed ho ancora qualche cliente. Poi quando passerà la moda delle demolizioni, la gente ricomincerà a costruire. È sempre stato così: demolisci e ricomincia sulle macerie. Avremo meno spazio, perché… vede quegli scheletri di cemento? Quelli non li hanno mica demoliti. Sono proprietà di  gente che ha i soldi, my friend, e diventeranno alberghi di lusso. Così dicono. Ma noi un anfratto dove infilarci lo troveremo. Che cosa vuoi che facciamo, my friend.

Un impiegato in favela

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