un impiegato in favela

Scorci di favela da “Finestra sulla favela – Racconti e immagini dalla Rocinha di Rio”

In Finestra sulla favela Rocinha, Il libro della Finestra on 12 novembre 2015 at 10:35

Ecco qui una breve introduzione e un’anticipazione di parole e immagini di “Finestra sulla favela: racconti e immagini dalla Rocinha di Rio”, disponibile su Amazon per Kindle e dispositivi con applicazione Kindle a questo link: http://www.amazon.it/dp/B017ET69F4
finestra sulla favela racconti e immagini dalla rocinha di rio copertina

Trentasei racconti brevi, corredati di una galleria di immagini di volti, vicoli e panorami, affiorati da due anni di vita di un ex-impiegato occidentale nella favela Rocinha di Rio de Janeiro, la più grande favela del Sudamerica. Uno strano viaggio da leggere e guardare che ti farà conoscere gli aspetti più duri di un’area metropolitana afflitta dalla grave carenza delle infrastrutture che dovrebbero garantire agli abitanti i diritti alla salute e all’educazione, spossata dalla storica guerra contro il narcotraffico, dai pregiudizi del mondo di fuori; e che ti porterà a vivere la rivelazione della bellezza di un popolo estremamente giovane, ricco di amore per la vita nonostante tutto.

Da “Lontano, dove finisce il mare”:

Ti chiede che cosa ci sia alla fine del mare, il Pinocchio della favela Rocinha, che oggi è felice perché ha fatto un tuffo e ha mangiato un panino, e, se non trovi una risposta adeguata, gli chiedi che te lo dica lui, che cosa pensa che ci sia laggiù. Così lui apre il volto in un sorriso e, volgendo lo sguardo oltre la linea dell’orizzonte, ti racconta di essersi sempre immaginato un dirupo senza fondo nel quale tutta l’acqua si riversa in un’enorme cascata.

Da “Favelas di notte, lacrime dalle colline

Ciascuna di quelle vecchie, un tempo, da bambina, vi si precipitava di corsa, giù per quei vicoli, ridendo e gridando di felicità, ma era sola e abbandonata già da allora.

Sanguinano, brillano e piangono le favelas, sul dorso di Rio de Janeiro, città simbolo del mondo intero nella concezione dell’opera del Cristo Redentor che, a sua volta, restando nel suo significato simbolico, è la croce che il mondo intero domina, il sacrificio dell’umanità.

Da “Tracce di un bagliore, di un’eco lontana

Gli occhi della bimba si incrociano leggermente e sembra che vogliano abbandonarsi a un rito misterioso, a un volo nel vago e nell’immateriale, all’inseguimento di spiriti che giocano a nascondersi tra i rami e tra le foglie. Partecipano a questa danza i colibrì, che in Brasile si chiamano beija-flor (bacia-fiori), le mosche, le zanzare e altri insetti; le fregate e gli avvoltoi proiettano ed estendono questo rito sul cielo blu e sulle nuvole rade. Danza allo stesso ritmo lo scroscio del mare poco distante.

Da “Un fine settimana in guerra

Risalgo la scalinata del nido d’aquila. Sono a casa. Questa notte bisogna arrangiarsi con le candele. Sfrego il fiammifero per accendere la prima e fuori rimbomba una raffica di mitragliatrici. Mi guardo attorno. Escludo di averla innescata con il fiammifero. Silenzio e buio, un’esplosione forte, di granata forse; un’altra esplosione; un’altra raffica. Accendo la candela, è tutto a posto, ne accendo un’altra, è tutto a posto: il letto è dove l’avevo lasciato. Intanto gli spari si fanno sempre meno frequenti, gradualmente cedono al silenzio, e giunge l’alba.

Da “La signora Antonia

Bene, vivevo con l’uomo della mia vita in una casa umile. Si viveva con poco, nel mezzo del Sertão. La terra non era produttiva e ci spaccavamo la schiena per due soldi, ma amavo gli alberi dal tronco duro e intrecciato, e conoscevo ogni crepa di quella terra dura e maledetta. Non farmici pensare… al tramonto il cielo si faceva tutt’uno con la terra rossa e il vento sollevava la polvere e creava una foschia misteriosa che assomigliava a quella di Rio, ma qui è il mare che la crea. Amavo così tanto il mio uomo, ma lui è stato molto crudele con me. Un giorno è successo che… è successo… me lo ricordo quel giorno come se fosse capitato ieri. Quanto dolore. Scusami… Ecco, un giorno si è presentata a casa mia una donna con una schiera di bimbi e di giovani. Sette erano, e se ne stavano a fare la escadinha, come la chiamiamo noi: in fila dal più nanetto al più alto.

Anticipazioni dagli inserti fotografici:

Un libro di Marco Loiodice con gli inserti fotografici di Antonio Spirito. La copertina è il cortese contributo dedicato a Il Sorriso dei miei Bimbi Onlus da Gianni Sodano; la foto in copertina, la finestra sulla favela, è di Antonio Spirito. Un ringraziamento speciale a Paolo Cobetto Ghiggia, che mi ha insegnato ad ascoltare il lettore e ha dedicato passione e cura a questa raccolta, rendendola più completa e precisa.

Parte del ricavato del libro andrà a sostegno dei  progetti de Il Sorriso dei miei Bimbi Onlus.

“Finestra sulla favela: racconti e immagini dalla Rocinha di Rio”, disponibile su Amazon per Kindle e dispositivi con applicazione Kindle,a questo link: http://www.amazon.it/dp/B017ET69F4

 Abre a Janela na favela!

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