un impiegato in favela

Archive for the ‘Finestra MEMO’ Category

Regione del Kurdistan Iracheno nei volti e in volo

In Finestra MEMO on 12 luglio 2017 at 10:47

Da Finestra MEMO, Di Un impiegato in favela

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Syrian, Syrian, ripeteva una voce di bimbo che proveniva proprio da un bimbo, un bimbo dai capelli neri lucidi, pettinati con la riga a destra, con la maglietta strappata su un fianco e segnata da un alone scuro di quelli che non svaniscono con una sciacquata a freddo sull’altro; un bimbo come te, solo che lui cantilenava Syrian, Syrian, sventolando davanti alla pancia di un passante qualsiasi la stampa di una fila di volti in formato tessera, volti schierati come volti di criminali ricercati, volti dei suoi genitori, dei suoi parenti, dei suoi amici scomparsi; nei piedi tutta la strada dalla Siria orientale, dall’altopiano, dal deserto, da al-Raqqa, da Deir-El-Zor, dal sud della Rojava; quanta strada bruciata con un passo trascinato dopo l’altro, quante incertezze, quanta paura, la paura fa eco nella sua cantilena, Syrian, Syrian, dalla ripetitività che sfuma nel vuoto dello sguardo. Quanta strada per giungere ad Erbil, la capitale dell’unica porzione di terra curda riconosciuta ufficialmente da un governo, il governo iracheno; quanta strada, a furia di Syrian, Syrian, ribaltato nel mezzo di un’altra terra ancora, anche questa disseminata di tracce di occupazione violenta, di fori di sparatorie e di schegge di mine anti-uomo.

Mh mh?! Vedi? I curdi, gli iracheni e i siriani passano oggi quello che tuo padre, tuo nonno e tanti dei tuoi amici hanno vissuto in Sierra Leone per più di dieci anni poco prima che tu nascessi. Chi sono i curdi? Leggi il seguito di questo post »

Dopo un lustro ancora Namoraidera

In Finestra MEMO, Finestra sulla favela Rocinha, Finestra sulla Nigeria (del nord), Finestra sulla Sierra Leone, Finestra sulla Sierra Leone Il ritorno on 2 luglio 2017 at 13:51

Da Finestra MEMO, Di Un impiegato in favela

“Prendi la strada che porta fortuna, scegli la via che va sulla luna” (Vasco)

Da Rio a Freetown alla nigeria al ME

In questi giorni, tutte le namoraideras che, affacciate alla Finestra, si sono lasciate andare a sogni e amore per l’unica grande umanità della quale facciamo parte, sono autorizzate, se lo desiderano, a staccare lo sguardo dal cielo, o a rivolgerlo lassù in modo ancora più intenso, per festeggiare il quinto anno de Finestra sulla favela. Siamo partiti dalla Maggie’s farm, siamo stati accolti da una folla di bimbi dagli occhi frizzantini in ciabattine, pantaloncini e magliettina: correvano sul dorso di una collina per andare a scoprire qualche novità. Siamo tornati a Ponte Lambro, abbiamo capito che l’epidemia di ebola era qualcosa che stava accadendo a persone vere, abbiamo imparato a conoscere una crisi umanitaria ancora oggi ignorata, quella nigeriana, o meglio del lago Ciad (mentre ci si preoccupa degli sbarchi e non si vuole capire che vengono per una gran parte proprio da là); ricongiungendo due parti di umanità che di solito si trascurano a vicenda, abbiamo vissuto il sogno di un volo, restando appesi ad ogni frammento di positiva concretezza che ogni favola che non è favola ma storia vera ci ha concesso. Siamo atterrati in un paese lontano, o meglio, medio-lontano.

A namoraidera: il  mezzo busto di legno che raffigura una ragazza di pelle nera che, con il viso appoggiato al palmo della mano, guarda il cielo trasognata e sospirante

A namoraidera

Nei prossimi giorni resta affacciata, o namoraidera, perché Leggi il seguito di questo post »

Siria: un altro punto di vista alternativo

In Finestra MEMO on 9 aprile 2017 at 20:17

Da Finestra MEMO, Di Un impiegato in favela

Damasco, cuore di pietra, ai piedi della moschea omayyadi

Un altro punto di vista alternativo, e dopo pubblicherò il mio, in “Valico di montagna”, che arriva prossimamente su questa stessa finestra. Ma prima, il post di Marco Perduca qui copia-incollato: “m’ero ripromesso di non farlo, ma siccome vedo che al caos siriano si aggiunge la confusione sconclusionata di chi, in buonissima fede, si vuole interessare di conflitti, vediamo di chiarire un paio di cose (mettetevi comodi perché ci vorrà un po’ per stomacarlo).

1 in Siria è in corso un conflitto armato interno, iniziato a gennaio del 2011 con una reazione sproporzionata della polizia ed esercito siriano nei confronti di pacifiche manifestazione di dissenso nei confronti del regime di Assad. Tutti i venerdì, principalmente nella zona della città di Homs, i giovani si ritrovavano davanti alle moschee per dedicare le loro adunate a una categoria di siriani che era maltrattata in un modo o in un altro dal regime (donne, bambini, studenti, vecchi ecc ecc). Sfido CHIUNQUE a dimostrare il contrario! per i primi 3 o 4 mesi tutto era squisitamente politico, molto gioviale, con canti e balli contro Assad e i suoi e a favore (come anche in altri paesi) dell’avvio di un processo di riforme democratiche. Poi Leggi il seguito di questo post »

Siria: un punto di vista alternativo

In Finestra MEMO on 5 aprile 2017 at 14:13

Da Finestra MEMO, Di Un impiegato in favela

Damasco, cuore di pietra, ai piedi della moschea omayyadi

Quando nessuno ne parla bisogna informarsi e diffondere. Quando tutti ne parlano bisogna fare lo stesso. Ecco, qui sotto, il collegamento a un’interessante riflessione alternativa (in relazione a questo articolo si tenga presente che non è vero che Amnesty si è già espressa contro Assad). Assad è Assad ma dall’altra parte c’è un opposizione una volta del tutto lecita ma oggi intrisa di Al-Qaeda che non vede l’ora che le forze occidentali intervengano a travolgere il governo siriano. A favore di chi lo farebbero? In ogni caso non a favore del popolo siriano, qualsiasi cosa succeda. Ci vogliono le prove prima di saltare alle conclusioni. Pare che per quanto accaduto ad Aleppo a settembre 2016 le prove ci siano. Qui vedremo. Ma l’intervento occidentale deve (o dovrebbe) essere un intervento di Giustizia (giusta) prima che militare. Ecco Leggi il seguito di questo post »

Che succede in Siria?

In Finestra MEMO on 24 marzo 2017 at 12:54

Da Finestra MEMO, Di Un impiegato in favela

Damasco, cuore di pietra, ai piedi della moschea omayyadi

Non c’è tempo, non c’è mai tempo, si rischia sempre di perdere un aereo, un treno, un’occasione, eppure il tempo per sapere che succede in Siria bisogna proprio trovarlo, ad esempio restando affacciati ad una finestra su Damasco, oppure, tanto per cominciare, dando una lettura a queste due notizie, e adesso, scusami ma devo scappare, che non c’è tempo: Leggi il seguito di questo post »