un impiegato in favela

Posts Tagged ‘finestra sulla favela’

Dopo un lustro ancora Namoraidera

In Finestra MEMO, Finestra sulla favela Rocinha, Finestra sulla Nigeria (del nord), Finestra sulla Sierra Leone, Finestra sulla Sierra Leone Il ritorno on 2 luglio 2017 at 13:51

Da Finestra MEMO, Di Un impiegato in favela

“Prendi la strada che porta fortuna, scegli la via che va sulla luna” (Vasco)

Da Rio a Freetown alla nigeria al ME

In questi giorni, tutte le namoraideras che, affacciate alla Finestra, si sono lasciate andare a sogni e amore per l’unica grande umanità della quale facciamo parte, sono autorizzate, se lo desiderano, a staccare lo sguardo dal cielo, o a rivolgerlo lassù in modo ancora più intenso, per festeggiare il quinto anno de Finestra sulla favela. Siamo partiti dalla Maggie’s farm, siamo stati accolti da una folla di bimbi dagli occhi frizzantini in ciabattine, pantaloncini e magliettina: correvano sul dorso di una collina per andare a scoprire qualche novità. Siamo tornati a Ponte Lambro, abbiamo capito che l’epidemia di ebola era qualcosa che stava accadendo a persone vere, abbiamo imparato a conoscere una crisi umanitaria ancora oggi ignorata, quella nigeriana, o meglio del lago Ciad (mentre ci si preoccupa degli sbarchi e non si vuole capire che vengono per una gran parte proprio da là); ricongiungendo due parti di umanità che di solito si trascurano a vicenda, abbiamo vissuto il sogno di un volo, restando appesi ad ogni frammento di positiva concretezza che ogni favola che non è favola ma storia vera ci ha concesso. Siamo atterrati in un paese lontano, o meglio, medio-lontano.

A namoraidera: il  mezzo busto di legno che raffigura una ragazza di pelle nera che, con il viso appoggiato al palmo della mano, guarda il cielo trasognata e sospirante

A namoraidera

Nei prossimi giorni resta affacciata, o namoraidera, perché Leggi il seguito di questo post »

Nel frattempo nella favela Rocinha…

In Finestra sulla favela Rocinha, Il libro della Finestra on 15 maggio 2016 at 21:36

Da Finestra sulla favela (Rocinha), di Un impiegato in favela

Nel frattempo in favela Rocinha - Garagem das letras (1)

Questa è una storia cominciata tanto tempo fa, e qualche tempo fa anche Finestra sulla favela l’ha incrociata. Si raccontava di Leggi il seguito di questo post »

Sud del Nord o Nord del Sud?

In Finestra sulla Nigeria (del nord) on 14 aprile 2016 at 08:50

Da Finestra sulla Nigeria (del nord), di Un impiegato in favela

Boko Haram Abubakar Shekau "surrender"

Abuja, al centro della Nigeria, tra Nord e Sud, tra Sud e Nord, città nuova, ordinata, priva di fogne a cielo aperto, dalle strade ampie, asfaltate, dalle zone residenziali, ristoranti, discoteche; al centro la moschea nazionale dalla cupola dorata e gli altissimi minareti, poco distante i palazzi della classe politica dirigenziale, a metà tra Nord e Sud. In periferia i cantieri continuano a crescere per trasformarsi in condomini che resteranno vuoti, perché vengono costruiti allora? Com’è diversa questa città da Freetown, enorme favela. Dov’è la periferia, dov’è la favela, dov’è il Sud di questo Centro? Per il momento lo scorgo appena nei furgoncini a tre ruote giallo-verdi messi in moto dalla spinta di un socio dell’autista, che perplesso se ne sta raggomitolato in una piccola cabina e abbracciato al volante guida contromano tra slalom e inversioni a U per divincolarsi dal traffico impazzito, come fanno i mototassisti della Rocinha e i poda poda sierraleonesi; ecco, di favela ne scorgo un po’ tra un  Leggi il seguito di questo post »

Oltre il deserto

In Finestra sulla Nigeria (del nord) on 11 aprile 2016 at 08:39

Da Finestra sulla Nigeria (del nord), di Un impiegato in favela
Finestra sulla Nigeria (del nord)

Oltre Parigi e l’ultimo aeroporto occidentale, oltre le Alpi, oltre Milano, oltre Napoli, oltre la Sicilia, oltre il mare, oltre Palma, oltre il delta di un fiume coraggioso che oppone al mare un getto di sabbia, oltre Algeri, ecco il deserto. Via il verde mediterraneo, via le palme, le strade, i laghi, le città; non resta che Leggi il seguito di questo post »

Pensieri a caso poco prima di una partenza

In Finestra sulla Nigeria (del nord) on 8 aprile 2016 at 13:29

Da Finestra sulla Nigeria (del nord), di Un impiegato in favela

Finestra sulla favela: ricapitolando

Vado vai, vado che almeno per un po’ fa bene dimenticarsi, dimenticare se stessi; lasciare indietro i passi avanti, gli obiettivi, i termosifoni, il canone rai, la neve e gli sci; lasciare a casa gli occhiali da sole, i balli, l’aperitivo, le vacanze d’agosto, la maratona metropolitana, la primavera, il libro in più, la doccia calda, la chitarra, il corso di cucina e quello di teatro, l’ultimo postumo di David Bowie, dimenticare tutto questo per ricordarsi. Ricordare se stessi, che veniamo dalla terra, abitiamo nella foresta, tra due pareti di lamiera, di fango o di ghiaccio, che siamo bambini che sorridono a tutto e tirano i capelli (lo fanno ovunque); ritrovare il colore della pelle, la capacità di aspettare, la pazienza di non fare altro che vivere, solo vivere, restare liberi e disoccupati, ricordare la necessità di fuggire, di sfuggire a un pericolo, di salutare, di stringere una mano, di saper dire una parola gentile, dirla non solo per cortesia ma anche per trarne un vantaggio (è così che si sopravvive): ricordarsi che siamo umani e abbiamo secondi fini, che abbiamo quelli e nient’altro, ricordarsi di non avere nulla e che per questo dobbiamo lottare per ottenere qualcosa ogni singola giornata di cui riusciamo a vedere il tramonto; ricordarsi di essere, di essere qualcosa o qualcuno su questo pianeta, in questo stato, in questo momento storico, ovunque e sempre.

Sono convinto che sia del tutto comprensibile che tu ti senta più coinvolto emotivamente per un evento terribile, Leggi il seguito di questo post »