un impiegato in favela

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Da una fonte d’acqua dolce (il racconto di Beirut)

In Finestra MEMO on 13 febbraio 2017 at 16:15

Da Finestra MEMO, Di Un impiegato in favela

Da una fonte d'acqua dolce (il racconto di Beirut)

Biblo – il pozzo d’acqua dolce della dea Isis

Caro Lookman, c’è da lottare, c’è da lottare per far muovere una bocca che è rimasta ferma per tutti questi anni. Mh mh solo tre? Hai ragione, solo tre, certo per otto anni di vita non sono pochi; ma se lo dici tu, tu che sai come accettare l’inevitabile, sta bene così. Poi è vero che tre anni non sono niente rispetto al tempo che è passato da quando una giovane donna circondata di luce divina incontrò un re nei pressi di una fonte d’acqua dolce. Mh mh, che storia è? Non è una storia, è una favola, te la racconto? C’era una dea che si chiamava Isis, proprio Isis si chiamava. Viaggiava attraverso Leggi il seguito di questo post »

A de go, Opoto

In Finestra sulla terra on 6 novembre 2015 at 08:55

Da Finestra sulla terra, di Un ricercatore in favela

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Finestra sulla terra oggi vuole semplicemente salutare un amico con cui ha condiviso mesi di fatiche e che ora ha concluso la sua missione: l’impiegato in favela.

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Da quando questo è il mio mondo

In Finestra sulla Sierra Leone Il ritorno on 2 ottobre 2015 at 16:40

Da Finestra sulla Sierra Leone Il ritorno, di Un impiegato in favela

da quando questo è il mio mondo

Da quando sono nata questo è il mio mondo e sono Fatmata.

Da quando sono nato questo è il mio mondo e sono Ibrahim.

Fatmata: sono nata all’ombra di un cotton tree, non ho padre, ho una madre che è poco più grande di me e una comunità di contadini che si prende cura di me e degli altri bambini. Il primo che costruì una casa sotto l’albero fu Mohamed Bah, e decise di costruirla lì perché i suoi avi gli avevano insegnato che  il cotton tree è molto alto e si può utilizzare da vedetta.

Ibrahim: ho imparato da piccolo a portare le cose sulla testa, così fanno tutti, così ho sempre fatto. Hai le mani libere e fai meno fatica. Puoi trasportare vassoi ricolmi di pesci arrosto, il bucato da lavare al fiume e da asciugare su queste pietre, Leggi il seguito di questo post »

La moschea di Gheddafi

In Finestra sulla Sierra Leone Il ritorno on 6 settembre 2015 at 12:46

Da Finestra sulla Sierra Leone Il ritorno, di Un impiegato in favela

Perché hai pianto la prima volta?

Perché sei nato?

Per un giocattolo rotto?

Per un ginocchio sbucciato?

Per un abbraccio negato?

Per un bacio mai dato?

Per un cazzotto incassato?

Per un braccio spezzato?

Per un calcio di fucile nei denti?

Per l’auto esplosa?

Per essere dovuto scappare?

Per casa tua carbonizzata?

Per tua figlia carbonizzata?

undici settembre la moschea di gheddafi sierra leone

– Che cos’è questa cosa? Puoi spegnere la radio, Madieu?

– Ahahah! È una canzone molto popolare, di un gruppo sudafricano, fa: “perché hai pianto la prima volta?”. A me piace ridere comunque. Spengo.

Madieu ha una risata dirompente. Ogni volta che si legge “ahahah” tra le righe di Madieu, bisogna immaginarsi il suo volto rotondo arricciarsi all’improvviso al confine delle sue grandi narici come se si sforzasse invano di trattenere una bolla di felicità che, rilasciata dal petto generoso, presa velocità lungo la trachea, è decollata da quel volto prima arricciato che ora si espande di stupore e divertimento.

– Che cos’è quella cupola, Madieu?

– È la moschea di Gheddafi. L’ha donata al Leggi il seguito di questo post »

Folis e gli elefanti

In Finestra sulla Sierra Leone Il ritorno on 27 aprile 2015 at 08:58

folis e gli elefanti

Ho studiato, Sir, ho studiato. Ho appena preso il diploma, in scienze e matematica, ma trovare il lavoro, Sir, è molto difficile. Ne uscirò, ne uscirò con il mio fratello più piccolo e la mia sorella piccola, e mia mamma che ha 82 anni, Sir. 82! Glielo scrivo sulla sabbia, caso mai non avesse inteso: 82. Durante la guerra sono stato in Guinea. Parlo il francese, là ho imparato il francese. Siamo scappati in Guinea perché qui ci facevano fuori tutti, Sir. Dia un occhio a questo quadretto, Sir, è scolpito nel legno e le decorazioni sono fatte con sabbia e semi… Ci siamo separati, Sir. Durante la guerra ho perso mio padre e mio fratello più grande. Non li ho più visti, poi ho saputo che erano morti.

Per fortuna, Sir, quando sono tornato dalla Guinea Leggi il seguito di questo post »