un impiegato in favela

Posts Tagged ‘humanitarian crisis’

Regione del Kurdistan Iracheno nei volti e in volo

In Finestra MEMO on 12 luglio 2017 at 10:47

Da Finestra MEMO, Di Un impiegato in favela

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Syrian, Syrian, ripeteva una voce di bimbo che proveniva proprio da un bimbo, un bimbo dai capelli neri lucidi, pettinati con la riga a destra, con la maglietta strappata su un fianco e segnata da un alone scuro di quelli che non svaniscono con una sciacquata a freddo sull’altro; un bimbo come te, solo che lui cantilenava Syrian, Syrian, sventolando davanti alla pancia di un passante qualsiasi la stampa di una fila di volti in formato tessera, volti schierati come volti di criminali ricercati, volti dei suoi genitori, dei suoi parenti, dei suoi amici scomparsi; nei piedi tutta la strada dalla Siria orientale, dall’altopiano, dal deserto, da al-Raqqa, da Deir-El-Zor, dal sud della Rojava; quanta strada bruciata con un passo trascinato dopo l’altro, quante incertezze, quanta paura, la paura fa eco nella sua cantilena, Syrian, Syrian, dalla ripetitività che sfuma nel vuoto dello sguardo. Quanta strada per giungere ad Erbil, la capitale dell’unica porzione di terra curda riconosciuta ufficialmente da un governo, il governo iracheno; quanta strada, a furia di Syrian, Syrian, ribaltato nel mezzo di un’altra terra ancora, anche questa disseminata di tracce di occupazione violenta, di fori di sparatorie e di schegge di mine anti-uomo.

Mh mh?! Vedi? I curdi, gli iracheni e i siriani passano oggi quello che tuo padre, tuo nonno e tanti dei tuoi amici hanno vissuto in Sierra Leone per più di dieci anni poco prima che tu nascessi. Chi sono i curdi? Leggi il seguito di questo post »

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Siria: un altro punto di vista alternativo

In Finestra MEMO on 9 aprile 2017 at 20:17

Da Finestra MEMO, Di Un impiegato in favela

Damasco, cuore di pietra, ai piedi della moschea omayyadi

Un altro punto di vista alternativo, e dopo pubblicherò il mio, in “Valico di montagna”, che arriva prossimamente su questa stessa finestra. Ma prima, il post di Marco Perduca qui copia-incollato: “m’ero ripromesso di non farlo, ma siccome vedo che al caos siriano si aggiunge la confusione sconclusionata di chi, in buonissima fede, si vuole interessare di conflitti, vediamo di chiarire un paio di cose (mettetevi comodi perché ci vorrà un po’ per stomacarlo).

1 in Siria è in corso un conflitto armato interno, iniziato a gennaio del 2011 con una reazione sproporzionata della polizia ed esercito siriano nei confronti di pacifiche manifestazione di dissenso nei confronti del regime di Assad. Tutti i venerdì, principalmente nella zona della città di Homs, i giovani si ritrovavano davanti alle moschee per dedicare le loro adunate a una categoria di siriani che era maltrattata in un modo o in un altro dal regime (donne, bambini, studenti, vecchi ecc ecc). Sfido CHIUNQUE a dimostrare il contrario! per i primi 3 o 4 mesi tutto era squisitamente politico, molto gioviale, con canti e balli contro Assad e i suoi e a favore (come anche in altri paesi) dell’avvio di un processo di riforme democratiche. Poi Leggi il seguito di questo post »

Siria: un punto di vista alternativo

In Finestra MEMO on 5 aprile 2017 at 14:13

Da Finestra MEMO, Di Un impiegato in favela

Damasco, cuore di pietra, ai piedi della moschea omayyadi

Quando nessuno ne parla bisogna informarsi e diffondere. Quando tutti ne parlano bisogna fare lo stesso. Ecco, qui sotto, il collegamento a un’interessante riflessione alternativa (in relazione a questo articolo si tenga presente che non è vero che Amnesty si è già espressa contro Assad). Assad è Assad ma dall’altra parte c’è un opposizione una volta del tutto lecita ma oggi intrisa di Al-Qaeda che non vede l’ora che le forze occidentali intervengano a travolgere il governo siriano. A favore di chi lo farebbero? In ogni caso non a favore del popolo siriano, qualsiasi cosa succeda. Ci vogliono le prove prima di saltare alle conclusioni. Pare che per quanto accaduto ad Aleppo a settembre 2016 le prove ci siano. Qui vedremo. Ma l’intervento occidentale deve (o dovrebbe) essere un intervento di Giustizia (giusta) prima che militare. Ecco Leggi il seguito di questo post »

Che succede in Siria?

In Finestra MEMO on 24 marzo 2017 at 12:54

Da Finestra MEMO, Di Un impiegato in favela

Damasco, cuore di pietra, ai piedi della moschea omayyadi

Non c’è tempo, non c’è mai tempo, si rischia sempre di perdere un aereo, un treno, un’occasione, eppure il tempo per sapere che succede in Siria bisogna proprio trovarlo, ad esempio restando affacciati ad una finestra su Damasco, oppure, tanto per cominciare, dando una lettura a queste due notizie, e adesso, scusami ma devo scappare, che non c’è tempo: Leggi il seguito di questo post »

Cuore di pietra (2/2 – ai piedi della moschea degli Omayyadi)

In Finestra MEMO on 2 marzo 2017 at 14:07

Da Finestra MEMO, Di Un impiegato in favela

Damasco, cuore di pietra, ai piedi della moschea omayyadi

Non so quando nacqui, credo nascita non sia parola che possa rendere la mia natura. Ci sono sempre stata, ne sono certa, tanto quanto sono sicura che un giorno finirò insieme a questo mio lento sgretolarmi. I miei primi ricordi risalgono a quando avevo la testa bella dura (ma anche adesso è dura, solo un po’ più liscia) ma soprattutto a quando avevo gomiti squadrati, all’età nella quale godi della prospettiva di un’eternità intera davanti a te, hai presente, no? Ma fui trascinata in questo angolo di mondo in tempi più recenti. Quanto tempo è passato da allora? Un attimo, un attimo dell’eterna mia esistenza, eppure tante, tante vite delle vostre; forse cento, delle vostre vite. Qui dove mi trovate oggi, ai piedi delle mura che mi privano della vista di un pezzo di cielo ma non di quest’altro del quale solo le nuvole di tanto in tanto compromettono la purezza appena prima di dissolversi; qui, di fronte al colonnato, che quando arrivai era molto diverso (non era il mercato che è oggi, il mercato dal tetto che scariche di mitra francesi bucherellarono pochi anni fa tanto che di notte oggi vi si intrufolano raggi di sole pallidi, quelli riflessi dalla luna e da altri pianeti morti), qui, in fondo a quella che un tempo fu la via principale di un accampamento romano, qui giunsi quando per queste strade si dedicavano parole di devozione al faraone Akhenaton. Dopo di lui fu l’assiro Tiglatpileser, poi Leggi il seguito di questo post »