un impiegato in favela

Scalate con bambù

In Finestra sulla favela Rocinha on 12 luglio 2012 at 23:27

Raggiungere la foresta metropolitana più grande del mondo partendo dalla zona bassa della favela Rocinha (che si estende su più di una collina, per arrivare, appunto, alla foresta), in compagnia di Julio armato di machete, è un ottimo modo per un ex-impiegato di conoscere meglio la favela stessa, consigliabile soprattutto se nessuno ha intenzione di utilizzare l’arma per fare violenza ad alcuno.

In occasione della festa julina (la festa di luglio) organizzata dalla scuolina Saci Sabe Tudo, è tradizione montare una scenografia basata su tronchi di bambù sistemati ad arco e addobbati. Per questo la missione di oggi (12 luglio 2012) consiste nell’arrampicarsi per gli stretti vicoli della zona alta della Rocinha, verso i luoghi che, prima dell’ingresso dell’UPP (polizia pacificatrice), erano presidio delle bande del narcotraffico che dominavano la favela; la missione è raggiungere la foresta, dare giù di machete a qualche tronco di bambù e ridiscendere.

Bambù

La salita è faticosa e interessante. I vicoli stringono la tua visuale su altri vicoli scoscesi e poi si aprono su panorami a perdita di vista che abbracciano la favela rossa di mattonato, la foresta verde e il cielo azzurro. Passi di fianco a bar e negozi e ti chiedi chi può aver pensato di allestirne uno in quel punto del mondo così nascosto e lontano da tutto; anziani e anziane che vivono senza fare altro meditano su una sedia fuori dalla porta; ti giochi il passaggio con uomini che trasportano sulla schiena sacchi di sabbia, casse di bibite e blocchi di mattoni, con cani randagi sempre felici, con gatti e pure con qualche pecora; è consigliabile evitare i relativi escrementi per terra. Su per quei vicoli puoi incontrare anche un bambino macrocefalo con il quale i fratellini giocano truccandolo con un rossetto fucsia. Salendo ancora su per quella zona della favela, i vicoli si aprono su una piazzetta colorata dove uno stereo canta e ti viene voglia di ballare nonostante la fatica della scalata e quattro o cinque signori e signore dai 40 ai 70 stanno seduti su una panchina di cemento che Julio mi dice essere il luogo dove, ai tempi dei narcotrafficanti, dovevano stare seduti quelli che avevano un debito con i capi; lì dovevano stare, ad aspettare gli ordini che  avrebbero consentito loro di ripagare quanto dovuto. Ti capita di passare anche vicino a baracche, sempre molto dignitose, alcune molto belle, allestite con verande di banani e rampicanti (il verde non manca nella zona alta). I vicoli si aprono su altre piazzette e su campi da calcetto. Qui, fino a qualche  mese fa, ai tempi del narcotraffico padrone, le piazzette erano sempre affollate; c’erano sempre feste e nel campo di calcetto sempre tornei.

I bambù sono piante che possono raggiungere i 40 metri di altezza. Chi scrive può garantire che un ex-impiegato può vivere qualche momento di stupore all’idea di dover portare sulla schiena, giù per questi vicoli, tronchi non di 40 ma di 6 o 7 metri, con tanto di fogliame che si infittisce e che si allarga sulla cima. Meno male che l’acquazzone e le folate di vento da avere paura, e che scoperchiano i serbatoi dell’acqua che stanno sui tetti, sono arrivate solo in serata.

I bambù sono arrivati senza problemi ai piedi della collina. Missione compiuta. Quando porti sulla schiena, giù per i vicoli, due o tre tronchi di bambù, i passanti e gli abitanti si divertono e ti aiutano, uno ti regala una corda per legare le cime, un altro è curioso di conoscere lo scopo del trasporto, i commercianti non fanno che un sorriso a veder sconfinare il fogliame sul pavimento dei loro negozi aperti: spostano le merci esposte all’ingresso sul pavimento per farti passare; gli anziani e le anziane, quelli che vivono senza fare altro, non si muovono di un centimetro dalla sedia. Neanche i polli e le pecore si muovono di un centimetro. Inoltre far strisciare per terra gli arbusti lunghi e flessibili è un ottimo servizio di pulizia delle strade. Poche manovre negli angoli più stretti, pochi danni (un tubo di scarico, subito riparato meglio di prima), qualche contusione da poco. Domani (13 luglio 2012) gran scenografia per la festa julina, per la gioia dei bimbi. Chi si affaccia ad una finestra sulla favela potrà partecipare.

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  1. Leggo tutto con molta passione…e con saudade della favela…io l’ho vissuta poco, quando i trafficanti regnavano, ed è vero…c’era sempre festa in ogni dove… pertanto le tue parole non fanno altro che rinvigorire in me quel richiamo che giorno dopo giorno, un giorno mi spingerà a tornarci…
    continua così, continua a scrivere…
    da parte mia continuerò il supporto..anche solo spirituale!!
    Abrazos

    Mich

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  2. […] giorni scorsi gran lavoro per portare giù dalla foresta le canne di bambù e per farle diventare la scenografia della festa julina (la festa di luglio): una festa […]

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  3. … che bello leggere le tue esperienze… che bello sapere che scrivi. Per la prima volta partecipo ad un blog e mi sento bene. Ci sono momenti in cui vorrei essere lì.
    grazie, Laura

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